cos'è un podcast e come funziona

Cos’è un Podcast e come funziona?

Cosa significa il termine “podcast”? In cosa consiste?

Il termine “podcast” nasce dalla combinazione di due particelle inglesi: “cast” vuol dire “spargere, diffondere” e si riferisce ovviamente all’utilità di questo strumento, mentre “pod”, che in inglese indica letteralmente un “baccello”, fa semplicemente riferimento al supporto fisico che per anni ha avuto il monopolio su questo tipo di distribuzione (l’iPod di produzione Apple).

Questa tecnologia permette in parole povere di ascoltare file audio on demand, scegliendo quelli il cui argomento interessa maggiormente l’ascoltatore. Esistono infatti degli aggiornamenti, chiamati “feed RSS”, all’interno dei quali sono inserite tutte le informazioni riferite a questi file cosicché l’utente possa raggiungere quell’indirizzo e scaricare il file cui ha interesse per poi ascoltarlo sul proprio dispositivo (che sia un pc, uno smartphone o un lettore mp3).

A differenza della radio, quindi, non è possibile creare programmi dal vivo ma possono esistere esclusivamente file audio già registrati.

Nascita e storia del “podcast”

La fine degli anni ’90 sono stati fondamentali per la nascita del “podcast” perché hanno visto l’invenzione di 3 importanti innovazioni: prima di tutto la diffusione di una rete internet capace di trasportare una mole ingente di dati; in secondo luogo la creazione dei primi lettori mp3 e in ultimo la digitalizzazione degli strumenti per la produzione di file audio. Grazie a queste invenzioni e alla diffusione del podcast si abbatterono i costi di produzione e diffusione degli audio permettendo a molti programmi di emergere.

Nel 2005 il podcast era ormai talmente diffuso e famoso che Steve Jobs cercò in ogni modo di monopolizzare questo mondo, da un lato creando una nuova funzione per l’iPod che permettesse di salvare il podcast all’interno di iTunes, e dall’altra minacciando chiunque avesse intenzione di utilizzare il termine “pod” per i propri prodotti. Da quel momento il fenomeno podcast esplode e nascono programmi assolutamente impensabili per la radio che sdoganano tanti tabù permettendo di affrontare qualunque tema, attirando sempre di più il pubblico giovanile. Nel 2007 la Apple, cavalcando il fenomeno, presenta l’iPhone, il primo prodotto che unisce telefono e lettore mp3.

L’apice del successo dei podcast avviene nel 2014 con la diffusione di un podcast “seriale”: Serial (en.wikipedia.org/wiki/Serial_(podcast)) . In questo podcast le puntate sono collegate tra loro, narrando le vicende di un giornalista che segue un caso reale di omicidio e porta alla luce tutte le mancanze nelle indagini della polizia e dei giudici.

Il podcast in Italia

A differenza degli Stati Uniti il podcast ha avuto in Italia una diffusione molto più lenta e marginale. Fino al successo di Serial infatti veniva utilizzato dalle radio semplicemente per rendere reperibili le puntate già andate in onda. Ad oggi questo mondo cresce sempre di più, sono infatti circa 12,1 milioni le persone che hanno ascoltato questi file nell’ultimo anno. Secondo un’indagine Nielsen circa 6 persone su 10 hanno dichiarato di avere scaricato un podcast almeno una volta durante l’anno.

Sempre secondo questi dati gli utenti sono maggiormente uomini e il fenomeno coinvolge tutte le fasce d’età.

La maggior parte dei contenuti ascoltati ad oggi sono quelli gratuiti mentre solo il 4% ha affermato di scegliere quelli a pagamento. Inoltre a differenza degli Stati Uniti in cui vengono riprodotti principalmente durante il tragitto che collega la casa al luogo di lavoro, in Italia i podcast vengono ascoltati principalmente in ambito domestico. Un ultimo aspetto molto interessante riguarda invece quelle persone che non hanno ancora mai ascoltato un podcast. La maggior parte di questi infatti affermano di non averlo mai fatto perché non ne conoscono l’esistenza.

L’Italia anche in questo ambito quindi risulta essere leggermente arretrata rispetto agli Stati Uniti ma proprio per questo non possiamo sapere quali aspetti potrà assumere il podcast in futuro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *