Se stai leggendo “pensione contributiva anticipata” e ti suona come una scorciatoia, sappi che un po’ lo è, ma solo per chi ha il profilo giusto. La domanda vera, quella che si fanno in tanti quando iniziano a vedere i 60 avvicinarsi, è sempre la stessa: chi può richiederla e soprattutto a che età si può davvero uscire, senza scoprire all’ultimo che manca un requisito (o che l’assegno sarebbe troppo basso).
Qui sotto trovi una ricostruzione chiara, pratica e aggiornata nei concetti chiave, proprio per evitare il classico “ci avevo capito, ma non fino in fondo”.
Cos’è (davvero) la pensione anticipata contributiva
La pensione anticipata contributiva è una possibilità riservata a chi rientra nel sistema di calcolo contributivo puro, cioè chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi. In pratica, l’importo dell’assegno dipende dal tuo montante contributivo, non da quote retributive legate agli ultimi stipendi.
Questo dettaglio cambia tutto: non è una pensione “di anzianità” in senso classico, è un’uscita anticipata che si regge su tre pilastri, età, anni di contributi effettivi, importo minimo.
Chi può richiederla
I destinatari tipici sono lavoratori iscritti a:
- Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO)
- gestioni sostitutive o esclusive dell’AGO
- Gestione Separata
La condizione decisiva è questa: solo contributivo. Se hai contributi prima del 1996 (anche pochi), in genere non rientri in questa specifica opzione e dovrai guardare altri canali.
A che età si può andare in pensione
Il punto che interessa di più è l’età: oggi la soglia è 64 anni.
È l’elemento “anticipato” rispetto alla pensione di vecchiaia, che nella maggior parte dei casi è fissata a 67 anni. Quindi sì, la differenza può essere concreta, ma non basta compiere 64 anni per staccare: serve che anche gli altri requisiti siano centrati.
Quanti anni di contributi servono (e perché conta la parola “effettivi”)
Il requisito attuale è almeno 20 anni di contribuzione effettiva. “Effettiva” significa che, per questa misura, contano i contributi davvero versati, mentre i contributi figurativi possono non essere utili ai fini del requisito minimo.
C’è poi un aspetto che molti ignorano finché non si trovano a fare i conti: sono previste evoluzioni normative che potrebbero alzare l’asticella:
- 25 anni dal 2025 (previsioni)
- 30 anni dal 2030 (previsioni)
Se sei vicino alla soglia, questo è uno dei motivi per cui conviene fare una verifica per tempo.
La soglia minima dell’assegno (la “porta stretta”)
Ecco il vero filtro. Per accedere, la pensione calcolata alla prima decorrenza deve essere almeno pari a una soglia minima. In molti casi si parla di circa 3 volte l’assegno sociale, con condizioni più favorevoli per alcune donne con figli (soglia ridotta secondo le regole previste).
Qui è utile ricordare cos’è l’assegno sociale: è un parametro usato come riferimento per stabilire alcune soglie nel sistema previdenziale.
In concreto, significa che non basta avere 64 anni e 20 anni di contributi, devi anche avere un montante tale da generare un assegno non troppo basso.
Quando decorre la pensione (e la finestra)
Anche dopo aver maturato tutti i requisiti, non si parte sempre “il mese dopo”. È prevista una finestra (tipicamente 3 mesi) prima della decorrenza effettiva.
È un dettaglio pratico, ma impatta su dimissioni, NASpI, pianificazione familiare e perfino sul timing della domanda.
Attenzione alle alternative: non confondere le strade
Se hai contributi prima del 1996, potresti rientrare nella pensione anticipata ordinaria (quella basata soprattutto sugli anni di contributi), con requisiti diversi (ad esempio oltre 41 o 42 anni, a seconda dei casi).
Inoltre, esistono percorsi specifici per chi è in condizioni particolari, come precoci, caregiver, invalidi, disoccupati di lungo periodo o mansioni gravose. Qui le regole cambiano e serve valutazione dedicata.
Checklist veloce: come capire se ci rientri
- Verifica se sei contributivo puro (inizio versamenti dal 1/1/1996).
- Controlla i 20 anni effettivi (e valuta gli scenari futuri se sei al limite).
- Simula l’importo per vedere se superi la soglia minima.
- Considera la finestra di 3 mesi nella pianificazione.
- Se hai dubbi, chiedi una verifica preventiva e controlla l’estratto conto.
Quando funziona, è una porta d’uscita ordinata e prevedibile. Quando non funziona, di solito è per un solo motivo: l’importo stimato non raggiunge la soglia. Ed è meglio scoprirlo adesso, non a 63 anni e 11 mesi.




